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Italiani producono 489 kg di rifiuti l’anno, media Ue è 486

23/08/2019, 12:12

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Eurostat, ’primato’ dei danesi a 781

Clima, riscaldamento globale genera onde più alte e potenti

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Colpa di venti sempre più forti,a rischio coste e infrastrutture

In Gb più colonnine per elettriche di pompe di benzina

23/08/2019, 11:56

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Con 9.300 punti superati i distributori di oltre 1000 unità

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23/08/2019, 12:12

rifiuti



Italiani-producono-489-kg-di-rifiuti-l’anno,-media-Ue-è-486


 Eurostat, ’primato’ dei danesi a 781



Gli italiani producono 489 chili di rifiuti urbani l’anno, dato di poco superiore alla media europea di 486. Lo rende noto Eurostat, ricordando che il dato è riferito al 2017 e non è cambiato in modo sostanziale dal 2016, mentre è in calo del 7% rispetto al picco di 525 chili di rifiuti per cittadino europeo registrato nel 2002.

I danesi producono più rifiuti di tutti (781 chili), mentre tra le grandi economie europee solo il Regno Unito (468 chili) ne produce meno della Penisola. Romania, Polonia e Repubblica ceca sono i paesi in cui si producono meno rifiuti urbani pro-capite. Eurostat ha raccolto dati, tutti abbondantemente sopra la media Ue, anche in Norvegia (748 chili), Svizzera (706) e Islanda (656).
23/08/2019, 12:01

riscaldamento



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 Colpa di venti sempre più forti,a rischio coste e infrastrutture



Venti sempre più forti che creano onde marine più più alte e potenti tanto da mettere a rischio coste e infrastrutture. E’ uno degli effetti del riscaldamento globale e se si continuerà ai ritmi attuali gli effetti si faranno sentire soprattutto sulla costa meridionale dell’Australia e quella occidentale del Sud America. E’ quanto prevede una ricerca della Griffith University in Australia, pubblicata su Nature Climate Change.

Usando circa 150 modelli di simulazione relativi ai dati degli ultimi 20 anni, i ricercatori hanno concluso che circa metà delle linee costiere del mondo è "a rischio a causa dell’impatto del cambiamento climatico sulle onde". Un fenomeno, denunciano gli esperti, che "può potenzialmente esacerbare, in alcune aree, l’effetto sul futuro sollevamento dei livelli del mare". Secondo Joao Morim, della Scuola di ingegneria dell’ateneo e ricercatore presso il Consiglio nazionale delle ricerche australiano (Csiro), su estesi tratti di costa oceanica si può prevedere che l’altezza media annua delle onde, cioè la differenza fra le loro creste e avvallamenti, aumenterà fra il 5% e il 15% rispetto al periodo 1979-2004, con l’effetto di una maggiore potenza nell’infrangersi a riva e sulle infrastrutture.

Anche la direzione delle onde si amplierebbe in simile misura, colpendo alcune aree finora tipicamente riparate da promontori e da altre formazioni costiere. E’ possibile tuttavia frenare il fenomeno, sottolinea Morim: le proiezioni basate su emissioni sufficientemente limitate da contenere il riscaldamento globale entro l’obiettivo della conferenza di Parigi sul clima (2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali) indicano infatti che i cambiamenti delle onde "non si allontanerebbero dalla variabilità naturale".
23/08/2019, 11:56

regno unito



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 Con 9.300 punti superati i distributori di oltre 1000 unità



E’ avvenuto con un anno di anticipo rispetto alle stime fatte nel 2016 il sorpasso nel Regno Unito dei punti di rifornimento per auto elettriche rispetto alle stazioni di rifornimento tradizionali per auto a benzina. In sette anni, dal 2012 al 2019, Oltremanica il numero delle colonnine è decuplicato, passando dalle iniziali 913 alle attuali 9.199. Nello stesso periodo, le pompe di rifornimento tradizionali sono scese da 8.693 a 8.396. Nel 2000 erano 13.043.

Dal 1970 quasi l’80% delle stazioni di servizio (erano 37.539) ha chiuso. A sottolineare il traguardo raggiunto la Nissan. Per quello che riguarda il fenomeno di accelerazione del sorpasso, dalla filiale britannica della casa automobilistica produttrice della Leaf, chiariscono: "L’introduzione della nuova Ultra-Low Emission Zone (ULEZ) ad aprile 2019 ha portato a un numero maggiore di automobilisti londinesi in cerca di soluzioni a zero emissioni, per esigenze di trasporto anche commerciali.

La maggior parte dei proprietari di veicoli elettrici ricarica il proprio mezzo solo una volta tornato a casa ed è per questo che il governo del Regno Unito sta cercando di favorire ulteriormente l’adozione dei veicoli elettrici, con la proposta di installazione di punti di ricarica in tutte le nuove abitazioni". Dei novemila punti di ricarica per EV presenti nel Regno Unito, circa 1.600 sono di tipo rapido, permettono cioè il rifornimento dell’80% della batteria del veicolo in meno di un’ora: quasi tutte le aree di servizio sulle autostrade dell’isola presentano prese di questo tipo.


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